Machado de Assis: il maestro nella periferia del capitalismo - Cultura Brasil

Machado de Assis: il maestro nella periferia del capitalismo

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Joaquim Maria Machado de Assis nacque a Rio de Janeiro nel 1839 nel Morro do Livramento, i suoi genitori morirono presto ed ebbe difficoltà economiche. Machado non studiò regolarmente ma cominciò a lavorare subito: già a 16 anni era tipografo. Attraverso  Paola Breto, la titolare della tipografia, riuscì a conoscere vari scrittori e a pubblicare il suo primo poema nel 1855. Da tipografo diventò revisore,  fino lavorare nella redazione del Correio Mercantil. A 30 anni già diventò uno scrittore e giornalista conosciuto. Figlio di una lavandaia e di un imbianchino, diventò giornalista, poeta, drammaturco e scrittore nonchè creatore e presidente della Academia Brasileira das Letras (l'equivalente della nostra Accademia della Crusca). Riuscì a rompere i canoni della società elitaria dell'epoca tagliandola trasversalmente. Nel 1874 cominciò a lavorare presso il Ministero dell'Agricoltura avendo due compiti: applicare la legge che aboliva la schiavitù (28 settembre 1871, lei do ventre livre) ed occuparsi della politica delle terre. Queste sue battaglie quotidiane rappresentarono il concime per la grande letteratura di Machado. Già 8 anni prima dell'abolizione dello schiavismo, Machado anticipò la difficoltà a liberarsi dalla forma mentis schiavista. Fu molto abile nell'esporre il meccanismo delle elite per mantenere i propri privilegi. Machado fu un osservatore acuto della realtà brasiliana nonchè lo stereotipo dell'uomo del suo tempo. La sua opera è divisa in due fasi:

Nella prima fase, Machado scriveva romanzi, non era contro la società, era molto convenzionale. Cercava di abbellire il suo tempo con il brillio raccontato nei romanzi. 

La zona dove nacque e passò l'infanzia e l'adolescenza Machado

A causa di crisi epilettiche, lo scrittore fu obbligato a recarsi presso Friburgo. Il superamento di questa crisi, determinò una nuova fase spirituale e l'arrivo del secondo Machado. Pietre miliari furono l'opera Papeis Avulsos e, soprattutto, il romanzo Memorias Posthumas di Braz Cubas. Quest'ultimo racconta la storia di un proprietario di schiavi (Braz Cubas) con la descrizione di un mondo che è alle  dipendenze di questo proprietario. Braz ha un'educazione classica della società schiavista. La sua cattiveria comincia con il cavalcare da piccolo uno schiavo. Cresce e spende soldi dietro donne facili; viene mandato in Europa per studiare e per mantenere alto il prestigio della casta con l' educazione; torna in Brasile e si innamora, tenta di essere politico, giornalista, studia filosofia, finisce facendo beneficienza e muore. Il romanzo è uno spaccato dell'epoca e una denuncia della società del capriccio: il capriccio di studiare, il capriccio di essere schiavista e, soprattutto, il capriccio dell'ozio. Con queste opere, Machado diede vita a ciò che la gente attendeva da tempo: il romanzo moderno. Dopo questa opera, il letterato si dedicò al ricordo nostalgico dell'adolescenza in Don Casmurro. Oggetto del romanzo è sempre l' elite brasiliana. Don Casmurro è un signore solitario che passa il tempo a ricordare il proprio amore passato. Segue il matrimonio e la storia continua male: Don Casmurro arriva alla conclusione che la moglie lo tradì e che il figlio non era suo ma del suo migliore amico. Il romanzo si conclude con la spedizione della moglie e del figlio in Svizzera. E' un dramma che finisce con un' accusa, il fulcro del romanzo è basato su un dubbio: Capitu mi tradì o no? Il narratore lascia intendere al lettore che di fatto la donna tradì, sembra quasi che tenti un'opera di convincimento del lettore. Don Casmurro rappresenta un vedovo che scrive bene, colto, la classica figura del bravo uomo della elite brasiliana. Ma è latente il virus della prepotenza e della visione patriarcale che lo porta a distruggere la famiglia. Nonostante ciò, Don Casmurro tenta di convincere il lettore che anche questo aspetto negativo è sinonimo di civiltà.

L' Academia Brasileira de Letras

Machado scrisse anche circa 200 racconti, sono i migliori racconti di tutta la letteratura brasiliana. I racconti di Machado accompangnavano di solito i romanzi. Lo scrittore fu abile nell'usare le esperienze letterarie occidentali mischiandole con il presente brasiliano, con lo spirito e la crisi legata alla fine dello schiavismo. Machado era profondamente aperto alla comprensione della sua epoca nonchè preoccupato con quello che stava accadendo. Lo scrittore ci ha insegnato che l' arte della periferia è importante per stabilire una chiave di lettura alternativa ed in contrapposizione rispetto a quella centrale ed elitaria. Fu un vero e proprio maestro della periferia del capitalismo.  Machado ci ha lasciato a 69 anni il 29 ottobre del 1908

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